I postumi della Manifestazione per i DI.CO.

From: Mauro
Date: 13-mar-2007 21.19
Subject: [NSC_ER] I postumi della Manifestazione per i DI.CO.

 

Come tutti sanno, sabato 10 marzo scorso si è svolta a Roma la manifestazione a favore dei diritti delle coppie di fatto.

L’elenco delle associazioni ed organizzazioni aderenti è lungo, con prevalenza di quelle che riuniscono – a vario titolo – persone con orientamento omosessuale e quelle di fede politica di sinistra.

Io stesso rimpiango di non essere stato presente, ma c’è anche (fra noi) chi ha buoni motivi per criticare i toni usati durante la manifestazione. Che dire?

Si sa, le manifestazioni di protesta non hanno mai uno svolgimento composto (tranne poche eccezioni di fiaccolate cittadine), credo che sia inutile dolersene in questa sede. Gli slogan – da quando esistono – inevitabilmente vanno a mancare di rispetto verso qualcuno: siamo pieni di proverbi, nella bibbia, di monito riguardo alla lingua “spada a doppio taglio”.

Comunque, quello che rimane nel dibattito che (come è di moda in Italia) segue ogni evento, politico o di popolo, sono proprio i toni. Non quindi le argomentazioni, ma solo le emozioni che sono state risvegliate in questa o quella parte di coloro che si trovano coinvolti in questa grottesca contrapposizione fra guelfi e ghibellini, cioè fra chi è contro ogni riconoscimento della pari dignità degli affetti omosessuali e chi invece li ritiene conformi ai nostri valori di civiltà.

Le affermazioni che ho ascoltato dai vari personaggi invitati nei dibattiti politici e di costume televisivi, addirittura un Franco Zeffirelli (che, come è noto già da decenni a chi segue le cronache mondane, è omosessuale), mi riconfermano nel sospetto che i sentimenti omofobi siano molto complessi da essere scalzati dalla nostra psiche (per favore, concedetemi questa formula sintetica, “omofobia”, che sarebbe molto complesso descrivere in un messaggio; spero che avremo occasione di un incontro di approfondimento di questo tema, avvalendoci di esperti che – fortunatamente – sono presenti anche in Italia).

A poco a poco (e il sospetto diventa paura), fra la nostra gente si sta di nuovo rafforzando la convinzione che tutti questi fenomeni di “diversità” stiano minando gli equilibri che consentono all’umanità di vivere bene e nella prospettiva di un futuro radioso.

Avendo io già letto nel Mein Kampf (di quel glorioso personaggio che fu A.Hitler) ragionamenti finissimi riguardanti gli ebrei ed il sionismo, non faccio difficoltà a trasporre tali ragionamenti per capire che, da adesso, gli omosessuali diventano il simbolo, ed anche il principale soggetto, di una minaccia che evoca:

  • la decadenza dei costumi prima del crollo dell’impero romano;
  • ostacoli allo sviluppo normale e sereno dei bambini, anzi la fine dei bambini e della stessa procreazione;
  • la troppa libertà che ci porta alla rovina;
  • il sovvertimento delle leggi della natura;
  • e via di questo passo.

Vi confesso che sono abbastanza confuso di fronte alle nuove tendenze (controtendenze, a dire il vero) che vedono ingrossarsi le fila dei contrari a leggi di regolamentazione delle convivenze, quando prima sapevamo di una maggioranza di favorevoli al “matrimonio omosessuale”.

È già avvenuto tuttavia, nella storia, che la folla festante ed osannante si è poi convinta a mandare al patibolo chi prima osannava.

Non so se sarò pronto a subire una Notte dei Cristalli.

Non ho formule, non ho soluzioni.

Proviamo, intanto, a parlarne assieme.

Mauro Ortelli.

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