Laicità e cristianesimo – Il dialogo si può riaprire

Intervista al filosofo Giacomo Marramao

Il tema della famiglia, quello della fecondazione assistita, il recente caso Welby, le ingerenze di natura politica, l’intervento netto e perentorio sui “Di.Co”: il rapporto tra Chiesa e le complesse società di oggi pare deteriorarsi di giorno in giorno.

Le prime dichiarazioni del monsignor Angelo Bagnasco, appena eletto a guida della Cei al posto di Camillo Ruini, seguono la linea del suo predecessore e si pongono subito in sintonia con le parole del Papa, pronunciate ultimamente intorno ai temi di teologia della liberazione e rapporto tra mondo cattolico e non. Ma la Chiesa sembra sempre più allontanarsi dalle realtà del nuovo secolo, alzando un muro di incomunicabilità dettato forse dalla paura di perdere consensi.

Professor Marramao, quale strada davanti all’ipotesi di un nuovo dialogo tra mondo laico e cattolico?
“L’unico modo è rispondere con un’analisi ai limiti dell’inchiesta sulle idee che percorrono attualmente le associazioni cattoliche in Italia.
Vorrei in tal senso recuperare ciò che hanno detto i filosofi Vattimo e Primi. In particolare quest’ultimo, secondo me a ragione, parla di uno “scisma sommerso”, intendendo con tale affermazione la diversità del vissuto di molti cattolici, l’incongruenza di fondo che spesso si determina nelle loro esistenze.”

Un pò ciò di cui scriveva Eugenio Scalfari la scorsa settimana, a proposito di Chiesa cristiana e Chiesa romana…
“In linea di massima sì, anche se continuo a preferire la definizione di “scisma sommerso”, più idonea rispetto a ciò che voglio intendere. Perché lo scisma sommerso riguarda i cristiani che ne sono coinvolti di tutti i livelli, dall’impiegato allo stesso Pier Ferdinando Casini, tanto per essere chiari. Voglio dire che la Chiesa di Roma, come giustamente sottolineato da Scalfari, negli ultimi tempi crea troppi problemi all’universo dell’uomo cristiano, in quanto oramai troppo lontana dalla Chiesa di Cristo…”

Dunque stiamo assistendo a una crisi del mondo cattolico?
“In un certo senso direi di sì. Siamo di fronte a una vera e propria crisi di vocazione: che le Chiese siano vuote, e nel caso riempite da una fascia di età sempre più adulta, non costituisce certo un mistero per qualcuno. Ma la Chiesa cattolica romana reagisce a tale realtà nella maniera peggiore, cioè a dire costituendo una lobby politico-ideologica, pensando di sopperire alle defezioni esercitando una forte pressione nei confronti dei fedeli e dei non fedeli. Una strada pericolosa e difficile, se non errata, che potrebbe invece portare solo ed esclusivamente a un ulteriore inasprimento delle posizioni.”

Un ritorno al dialogo è dunque prospettiva lontana dalla realtà attuale?
“Secondo me l’idea di un dialogo può essere recuperato soltanto con un processo di modernizzazione sul modello di quello auspicato proprio in questi giorni dal cardinale Carlo Maria Martini e, prima di lui, da Paolo VI. In poche parole, l’inizio di un diverso rapporto tra società cattolica e società secolarizzata deve partire dalle ragioni degli atei, mentre il messaggio cristiano deve tornare alle sue origini, quando fecondò il mondo occidentale. Una società di giusti ed eguali, come vorrebbe una filosofia laica corretta e coerente, non si distanzia molto dalla filosofia di un cristianesimo delle origini. In fondo, si tratta di una teoria piuttosto semplice. E quando il cardinal Martini suggerisce di ascoltare anzitutto la gente, le loro necessità, le loro sofferenze, non fa altro che dire questo.”

Fonte: http://www.aprileonline.info/2261/laici-cattolici-il-dialogo-si-puo-riaprire
Emiliano Sbaraglia, 16 marzo 2007

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