La scuola che sogno


Ho scritto questi appunti nel 2004, ma non li avevo mai pubblicati sul blog (perchè non esistevano ancora i blog!).

 

Da anni sento pulsare un desiderio: quello di fondare, un giorno, una scuola superiore.

E’ presto per fare programmi dettagliati, ma ho già alcune idee. Sembreranno assurde, ma anche creare un sms provider quando non ne esisteva neanche uno in tutta Europa sembrava altrettanto assurdo, eppure è diventato realtà! 🙂

Ecco le caratteristiche assurde della scuola che sogno:

  • che sia interdisciplinare, sulla traccia della Riforma del Pensiero di Edgar Morin
  • non deve sfornare sudditi ma adulti consapevoli, responsabili e affidabili
  • in essa, imparare deve essere stimolante e divertente: i programmi devono stimolare la curiosità dei ragazzi ed essere esposti in un ordine guidato dalle loro domande
  • il docente deve sempre essere in grado di motivare l’utilità di ciò che insegna
  • i ragazzi devono sempre messi in condizione di capire e stare al passo con l’insegnante: deve prima di tutto essere insegnato loro alzare la mano per fare domande, per chiedere una pausa, per chiedere di ripetere.
  • insegni un clima di disciplina, rigore e rispetto delle regole, ma la motivazione di tali regole deve essere accessibile alla comprensione dei ragazzi… anche quando sia un esercizio fine a se stesso 🙂
  • dove, fatte salve ovviamente le conoscenze di base e “propedeutiche”, ogni studente possa personalizzare almeno il 30% del proprio piano di studi, potendo così valorizzare pienamente le proprie inclinazioni e attitudini.
  • che riconosca l’eccellenza e la genialità e sia attrezzata a farla esprimere e fruttificare; che riesca a sostituire l’invidia con il rispetto e la riconoscenza reciproca per i carismi altrui.
  • che sia olistica e includa tutti insegnamenti importanti che la scuola tradizionale tralascia: intelligenza emotiva, psicologia, conoscenza del proprio corpo, compresa la sfera mentale e sessuale, conoscenza dell’alimentazione (che significa anche arte culinaria ed enologia), per insegnare ai ragazzi a conoscere e rispettare se stessi, secondo l’antichissimo e sempre attuale Γνῶθι Σεαυτόν, il motto scolpito sul tempio dell’Oracolo di Delfi.
  • che non si chiuda all’uso di tutte le tecniche efficaci di insegnamento, comprese ad esempio la musica, il teatro, il cinema e in generale l’arte e le espressioni dell’estro e della creatività umane, anche nella manualità.
  • che ispiri a pensare in grande e insegni gli strumenti di gestione e di controllo per raggiungere gli obiettivi
  • che sappia formare efficacemente una generazione di genitori in grado di crescere figli altrettanto consapevoli e responsabili, in modo da innescare un circolo virtuoso

Per realizzare questo credo che sia necessario che si verifichino almeno alcune delle seguenti condizioni:

  • tutti i docenti debbano provenire da una carriera almeno ventennale in azienda o nell’ambito della libera professione. Voglio docenti che abbiano visto per bene il mondo, che sappiano insegnare la teoria conoscendo approfonditamente la pratica.
  • i docenti siano di livello così alto che i loro stipendi risulterebbero insostenibili, in modo che essi accettino di insegnare gratis, il che è un ottimo vaglio per la loro motivazione e reale vocazione all’insegnamento.
  • non sia una scuola parificata, per evitare di sottostare ai programmi ministeriali. Sono certo che i miei studenti otterranno comunque la preparazione necessaria per superare a occhi chiusi l’esame di Stato della scuola pubblica.

Gradisco molto critiche, commenti e suggerimenti: la mia testa e le mie braccia da sole non bastano di certo perchè un progetto così ambizioso possa essere realizzato.

Per approfondimenti: La scuola di domani

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5 thoughts on “La scuola che sogno

  1. Quando parte il progetto, avvisami.
    Se avrò la possibilità di insegnare gratis,
    mi candiderò !
    Ciao e “in bocca al lupo”

  2. Caro Emanule, ti lancio un suggerimento: prima di affrontare l’esperienza di una nuova forma di scuola, perché non provi a istituire una piccola “scuola” per adolescenti e giovani che insegni a coltivare le proprie passioni? per passioni intendo i talenti, le attitudini, le cose per cui si ha voglia di spendere la propria vita…Ovviamente sarebbe una scuola che non sostituisce la scuola ordinaria, sarebbe semplicemente uno spazio libero in cui si sfidano gli adolescenti e i giovani a cercare la passione della propria vita, non quella indotta dai media (niente amici di maria, i cultori del grande fratello se ne stiano pure a guardare la vita degli altri invece che vivere la propria!!), ma quella scoperta in se stessi. E’ la sfida il carattere della nuova “educazione” Per una cosa simile io sarei disposto a spendere parte del mio tempo, gratis come per le tante attività che sto facendo già…….

  3. Ciao Ema… ho letto con molto interesse questo articolo che noto solo ora essere particolarmente datato. Lo sviluppo delle qualità individuali, la comprensione dei propri limiti, la conoscenza di se stessi, oggi come mai è il fulcro del nostro mondo, almeno quello “libero” o almeno “intellettualmente libero”. Credo che il genere di scuola che immagini (che visto il modello ribattezzerei sQuola, per sancirne l’approccio diverso ed “innovativo”) sia un progetto che potrebbe portare a qualcosa di veramente utile. Oltretutto la “base” del tuo progetto è (come spesso tu mi hai insegnato) SCALABILE, in quanto può potenzialmente essere utilizzata come fondamento per un insegnamento a TUTTI I LIVELLI E PER QUALSIASI ETA’. La sQuola è quindi un “concetto” che potrebbe portare a specializzare persone in varie discipline, penso ad esempio alla politica, sfruttando i talenti individuali , una volta che questi sono stati “rinfrescati” (o meglio filtrati) attraverso il percorso di studi che OGNUNO DI LORO HA PROGETTATO PER SE’. In merito a quanto dici sulla GRATUITA’ della retribuzione dei professori, mi trovi ulteriormente d’acordo. Mai ci sono stati migliori insegnanti di quelli che lo hanno fatto per passione.
    Personalmente mi piacerebbe avere uno spazio in questo tuo progetto, anche solo come “osservatore”, con lo scopo di “redigere” un “Daily Blog”, sui progressi (le emozioni, le sensazioni e le passioni) che ogni singolo “scolaro” sviluppa ogni giorno, e che vuole condividere con il resto del mondo (una sorta di psico/giornalista).
    Per “approfondire”, a chi legge queste mie righe consiglio “Lettere dalla Kirghisia” di Silvano Agosti. Un modello di “stato” che si avvicina molto a quanto da te scritto in merito alla sQuola che, come sono sicuro, riuscirai a realizzare a nel futuro prossimo.

    Un saluto e un abbraccio,
    Giorgio
    http://deliriquotidiani.wordpress.com

  4. Condivido con voi una denuncia di un secolo fa: Anton Checov, tratto da Tre sorelle.

    “Perché quando cominciamo appena a vivere diventiamo noiosi, grigi, privi di attrazioni, pigri, indifferenti, inutili, infelici…
    Le persone intorno non fanno che mangiare, bere, dormire, poi muoiono. Ne nascono altri che pure mangiano, bevono, dormono e che per rimbecillire di noia variano la vita coi loro stupidi pettegolezzi, con la vodka, le carte, gli intrighi.
    Le mogli tradiscono i mariti, i mariti mentono, fingono di non vedere nulla, di non sentire nulla e lo squallore di questo comportamento infetta i bambini, spegne in loro quella scintilla divina e quelli diventano altrettanto meschini, simili ad altrettanti cadaveri, come i loro padri e le loro madri.”

    Sì, noi tutti siamo solo poesie, al 90% metafore con una povertà di senso che si avvicina all’iperdistillazione, eppure c’è stato un tempo in cui eravamo raggi di luna e sciovolavamo giù, per il collo di una giraffa…

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