Sgobbare o godersi la vita?

Bisognerebbe raccontarla almeno una volta al giorno, la barzelletta dell’imprenditore milanese che va a Napoli e incontra il pescatore che tira la barca a riva a metà pomeriggio e si mette a prendere il sole. Il milanese è scioccato da tanto tempo sprecato e spiega al napoletano che dovrebbe pescare di più; incalzato dai suoi ingenui “e perchè?” spiega: “per fare più soldi, per comprare la barca più grande, assumere personale, incrementare il volume d’affari…”, fino all’epilogo: “e quando sarai ricco, finalmente potrai smettere di lavorare” – “e perchè?” – “ma per goderti finalmente la vita, no?” – “guagliò, ma io la vita me la sto già godendo adesso!”

E meglio sgobbare o godersi la vita adesso? E’ migliore lo stereotipo milanese o quello napoletano?

Fra l’uovo oggi e la gallina domani, io scelgo ovviamente la gallina domani, come ogni imprenditore. Ma questo non implica necessariamente “sgobbare senza godersi la vita”.

Henry Wadsworth Longfellow (il primo traduttore americano della Divina Commedia!) ha scritto: “Heights by great men, reached and kept, were not obtained by sudden flight but, while their companions slept, they were toiling upward in the night.”

“To toil” significa “lavorare duramente, sgobbare, faticare, sudare sette camicie”. Senza sgobbare non si conquistano (stabilmente) grandi altezze e non si diventa grandi uomini. Ma credo sia necessario riuscire anche a “godersi la vita”, per poter avere l’equilibrio, la serenità e la lucidità che sono necessarie per guardare l’orizzonte e orientare la propria fatica agli obiettivi migliori.

Quasi ogni giorno ricevo telefonate che iniziano con la domanda “stai lavorando?” o “ti disturbo?”. Non so mai come rispondere. Dire “no” sarebbe falso, “sì” sarebbe maleducato e darebbe il via a un inutile balletto: “no, ma allora ti richiamo dopo dai, davvero, insisto…”. Non c’è nessun dopo: non spreco mai il mio tempo, quindi devo sempre interrompere (anzi, ho già dovuto interrompere, per rispondere) quel che stavo facendo. Per me la distinzione fra lavoro e “cazzeggio” è una questione di lana caprina. Il lavoro deve essere diverente come dovrebbe esserlo il cazzeggio. E cerco di scegliere il “cazzeggio” più produttivo in prospettiva futura.

Fin da quando ero piccolo ho capito che il tempo è l’unica risorsa limitata e non espandibile che abbiamo e ho assunto l’abitudine di ottimizzare tutto: leggo mentre sono in bagno, prendo il sole mentre leggo, cucino o faccio le faccende domestiche mentre sono al telefono, ecc.

Il tempo risparmiato non lo impegno però in attività necessariamente “produttive” in senso steretto:

  • amore (nel quale comprendo il tempo speso coi parenti, dare aiuto a chi lo chiede, ecc)
  • amici (purchè sia tempo di qualità speso con amici veri)
  • cazzeggio (lettura, lavori di manutenzione in casa e in giardino -che fra l’altro tengono in esercizio fisico, scrivere sul blog…)
  • riposo/ricreazione (sonno, relax, cucina, contemplazione della natura, ecc).

Ho escluso da moltissimo tempo le attività codificate dalle presunte industrie del “tempo libero”, del “divertimento” o “dell‘informazione”: aperitivi, “locali di divertimento”, TV, giornali, riviste, ecc.

La parola ri-creativo dovrebbe significare “rigenerante”. La natura è la miglior forma che conosco di rigenerazione: trovo massimamente emozionante -e ogni volta nuova- la completezza dell’esperienza sensoriale che la natura ci offre, gratuitamente, nel sole, nel vento e nei mille tipi di precipitazioni, se solo ci mettiamo in silenzio e ci facciamo avvolgere dalla bellezza: della vista, del magnifico concerto di suoni, sensazioni tattili, odori e sapori. Credo che abitare al limitare di un bosco (come nelle favole) aiuti parecchio…

Se non ci credete, o non avete mai sperimentato questa sensazione, datemi mezza giornata e ve la dimostrerò.

Annunci

3 thoughts on “Sgobbare o godersi la vita?

  1. Ciao Vulcano!
    certo è che non vai lasciato troppo da solo altrimenti ti spegni…come capita alle braci se allontanate fra loro (P.Coelho).
    Vivo sul mio eremo anch’io e alle volte riesco a vantarmene o meglio, i quattro gatti (giuro 4) che ogni tanto gradisco vedere mi confermano con i loro sospiri il piacere della quiete ritrovata, per me questione di vanto appunto.
    Natura è anche osservare senza toccare…
    (…) Vado a lavorare.
    Buon cazzeggio cioè buon lavoro cioè vedi tu.

  2. Concordo su tutto. Ma sai come sono arrivata a questa pagina? Divagando. Purtroppo alle volte le mie dita digitano senza il mio permesso parole senza senso nella casella del motore di ricerca.
    Noto poi che si tratta di un messaggio abbastanza risalente, chissà se hai cambiato idea nel frattempo. Buona serata. T.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...