Tentativo del governo di vietare i blog

Apprendo dal blog di Beppe Grillo che il 12 ottobre scorso il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità un disegno di legge che, fra le altre cose, parifica i blog e i siti internet a “prodotti editoriali”, e rende obbligatoria la registrazione al Registro degli Operatori di Comunicazione, l’obbligo di assumere almeno un giornalista (iscritto all’Albo) come Direttore Responsabile. Ogni presunto reato commesso, tipicamente la diffamazione, risulterebbe fortemente aggravato. Art. 595 del Codice Penale:

Diffamazione – Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

Nota bene: questo reato non scatta solo quando si diffondono notizie false, ma anche se le notizie sono vere.

Al popolo della Rete sembra evidente che questo è un bislacco tentativo per cercare di limitare la circolazione delle idee tramite il Web, che è rimasto l’unico mezzo di comunicazione non filtrato dai grandi gruppi di potere: questa legge, se approvata, graverebbe il cittadino italiano di spese (assunzione giornalista) e iter burocratico che spaventerebbe la totalità dei liberi pensatori.

Appare quindi evidente la paura che questo governo ha per l’espressione libera del pensiero.

Ma ancor più evidente appare la colossale ignoranza dei nostri politici. Tale legge, secondo me, avrà un effetto paradossale opposto: non essendo sufficiente infatti, per sottrarsi a questa norma, mettere il proprio blog su un server oltreoceano (in quanto resterebbe traccia degli accessi attraverso la propria connessione ad Internet, di casa, del lavoro, dell’università), accadrà che si diffonderà l’utilizzo di sistemi di anonimizzazione della connessione a Internet, cosicchè sarà quasi impossibile risalire agli autori di frodi e altri reati commettibili in rete, ben più gravi e dannosi dell’espressione del proprio pensiero.

Sempre meno legami mi tengono uniti a questo territorio dove sono nato.

Aumenta invece sempre di più l’attrazione dei paesi nordici, dove i servizi funzionano quasi alla perfezione, dove il cittadino è rispettato e non è solo una vacca da mungere. E dove, fra l’altro, le donne non se la tirano come qui da noi.

Cosa ci resta qui? Se andiamo avanti così resta solo la luce del sole e un clima più mite. Non son cose di poco conto, ma incominciano a costare davvero troppo care…

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