Il paese dei furbetti

Cito una delle tante recensioni dei lettori de “La Casta” di Stella e Rizzo:

Ecco, siamo il paese dei furbetti. Un paese di sciocchi che non sanno fare altro che mungersi l’un l’altro. Chi non batte lo scontrino, chi getta le carte per terra, chi non paga il biglietto dell’autobus, chi va alla riunione di condominio come se andasse in guerra, chi quando apre una nuova cassa al supermercato supera tutti e da ultimo diventa primo, chi passa sulla corsia di emergenza, chi è dell’idea “faccio come fanno tutti”, chi tace quando chi ci ha rimesso non è lui. Siamo una società tanto priva di senso civico che riunirci in una comunità democratica moderna è quasi una forzatura.

L’assenza di senso civico, della consapevolezza che siamo tutti sulla stessa barca, del fatto che io-sono-te e tu-sei-me, non viene da una natura cattiva, ma da una vista miope.

La vista in questo caso non è quella degli occhi, ma della mente, del pensiero. Bisogna aver studiato e aver allenato (studiando) la propria mente a pensare, per poter farlo in modo lungimirante, per poter prendere decisioni la cui convenienza si manifesta solo nel medio / lungo termine.

E’ tutto qui, secondo me: è solo per ignoranza (la quale genera sfiducia) che la maggior parte degli italiani preferisce l’uovo oggi (es. passare davanti agli altri nella coda, preferire lo sconto allo scontrino, chiedere la raccomandazione…) alla gallina domani (servizi rapidi senza code, meritocrazia, un’economia effervescente con tante opportunità di lavoro…).

L’italiano medio non sa fare bene i conti: non capisce che questo sistema basato sui rapporti personali, anzichè su regole eque e rispettate da tutti, gli si ritorce contro e gli conviene solo all’inizio, ma non in seguito, e non certo ai propri figli!

L’italiano medio non è previdente, non è preparato all’imprevisto.

L’italiano medio non vede alcun rapporto fra la qualità dell’istruzione e il proprio grado di libertà, libertà di effettuare le scelte più coerenti con il raggiungimento dei propri obiettivi, grazie agli strumenti della conoscenza.

Ecco perchè penso che l’unico modo per provare a cambiare questo ordine di cose sia la scuola.

Sperare di cambiare il mondo di oggi, l’Italia in cui viviamo, è un’utopia. Ma è possibile influenzare il mondo di domani, cambiando la scuola che frequenteranno i ragazzi di domani: dandogli gli strumenti perchè siano in grado di prendere le decisioni giuste, dando così a loro una concreta opportunità di costruirsi un’Italia e un mondo più equo e più felice di questo!

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One thought on “Il paese dei furbetti

  1. Oltre alla scuola direi che vada cambiato anche il modo orwlliano in cui si stà facendo informazione da un pò di anni a questa parte, eliminando anche i messaggi sbagliati che arrivano dagli spot pubblicitari che mettono sempre l’io al disopra di tutto, inducendo l’individuo a pensare sempre più solo ed esclusivamente a se stesso, al proprio interesse.

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