Vincere la paura

Pubblico una mail che ho ricevuto da un signore che non conosco, che ha scritto quella che secondo me è una collana di perle di saggezza al mio post sugli zingari.

Desidero ringraziarlo pubblicamente di questa opportunità di riflessione che mi (e spero “ci”) ha regalato.

Ciao Emanuele

ho letto la tua petizione e ti scrivo personalmente perché intendo rivolgermi a te piuttosto che alla mailing list; non mi interessano infatti gli zingari, ma capire i motivi che inducono persone come te ad assumere una posizione di questo genere. Quanto si afferma nella petizione è vero, cionostante è sbagliato cacciare gli zingari, dannoso per chi li caccia.

Avverto PAURA nella petizione e una difficoltà ad elaborare e trasformare questa paura.

Questo è il vero problema: l’onda di paura che ci sovrasta e che viene dall’ ossessione della sicurezza ; il predominio della tecnica ci porta a “chiudere” progressivamente la vita dentro automatismi e tutto ciò che è fuori ci allarma.

Paura del nomade: il nomadismo degli zingari oggi è posto in discussione da una tendenza a diventare sedentari. Ma il nomadismo è un pericolo? il sedentario dovrebbe avvertire nella presenza del nomade che anche la propria vita è “nomade”, anche la vita sedentaria è transitoria. Cacciare i nomadi indica che siamo sopraffatti dall’angoscia della nostra fine e che vorremmo fermare la nostra vita, renderla perenne nel tempo. Siamo invece destinati ad andare oltre il tempo presente.

Paura di perdere la proprietà privata: la proprietà privata risponde al desiderio della stabilità che cerchiamo, ma diventa una prigione se ci seppelliamo in essa e ne facciamo la nostra identità; al contrario le cose che possiedo sono un’occasione per farmi “creatore”, non uno che tiene in pugno , ma uno che protegge cura trasforma.Se anche Dio ha lasciato il male nella sua creazione perché dovremmo noi eliminare i nomadi che ci danno fastidio?

Gli zingari rubano: è vero, ho subito due furti. Ma i furti degli zingari sono ben piccola cosa di fronte ai grandi furti sistematici del sistema finanziario, che misera lotta al furto quella indicata dalla petizione! Chiamiamo piuttosto alla lotta contro i furti delle grandi forze e dei potenti…

La nostra civiltà ridistribuisce la ricchezza? Non parrebbe proprio, siamo al contrario di fronte a una crescente e irrazionale concentrazione di ricchezza che strangola la libera circolazione del denaro e ne ostacola la sua funzione vitale.

Gli zingari sono clan: io vedo tutto attorno a me una società ridotta a tanti clan; se cerchi lavoro devi avere un clan di riferimento, se ti devi curare devi rivolgerti a un clan familiare o di gruppo per individuare i medici migliori, se ti occorrono soldi devi avere protezioni…..se c’è un’ingiustizia tutti danno ragione all’amico o al parente…..che misera cosa prendersela con i clan degli zingari!

Chiamiamo piuttosto a una lotta contro la riduzione della società ad arcipelago di clan! Lottiamo contro i legami di sangue !

Sfruttano le regole per avvantaggiarsi: solo gli zingari?

Io vedo politici tutti i giorni sfruttare le regole per avvantaggiarsi, pensi che mi possa soddisfare cacciare gli zingari?

Non si vogliono integrare. neanche io mi voglio integrare in una società che sento inadeguata al mio essere più profondo, io aspiro a un mondo che verrà, non ad integrarmi. Solo l’animale si integra nella realtà che lo circonda, l’uomo cerca sempre di oltrepassarla e allora gli zingari, nella loro irriducibilità, mi ricordano che è male “fermarmi” in un luogo, io cerco una “vera casa”, non le quattro pareti in cui abito.

Sono incompatibili con il nostro modello di vita: NO Emanuele, qui parla la PAURA. Da dove viene questa paura? Come elaborarla e vincerla? Questo è il problema che siamo chiamati oggi ad affrontare e lo possiamo risolvere solo insieme.

La prima volta che ti ho scritto, mi sono permesso, e tu me l’hai lasciato fare per gentilezza, di dirti che nella tua bella biografia manca una sola cosa: l’esperienza della sofferenza. Volevo dire che nella tua biografia non ci sono ombre, quasi tu le volessi cancellare. O tu temessi che la tua vita ne fosse toccata. Non c’è nessuno che minaccia la nostra vita dall’esterno, la paura ci viene da dentro .

Ma questa paura sarà benefica se l’affrontiamo e la vinciamo. Hai energia, coraggio e forza: sarebbe bello che tu volgessi queste qualità per aiutare a vincere la paura, non per diffonderla.

Con stima

Giuliano

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Date: 6-dic-2007 1.15
To: “Giuliano

Giuliano, mi hai scritto davvero una mail bellissima.
Finalmente qualcuno che è entrato nel merito delle argomentazioni, anzi, le ha superate.
Sei davvero una persona di grande spessore. Vedi che almeno un lato positivo questa vicenda ce l’ha avuto: ho trovato una persona di grande spessore, la qual cosa è davvero rarissima.

Quanti anni hai? Suppongo almeno 60, per scrivere in modo così saggio.

Vorrei pubblicare il tuo bellissimo scritto. Posso lasciare la firma “Giuliano“?

Sono senza parole, mentre ne ho trovate molte per argomentare gli altri.
Ti ringrazio. La voglio rileggere per bene, più volte e con calma. E ci voglio dormire sopra un bel po’, prima di risponderti.

Per ora ti ripeto solo:
GRAZIE!

———- Next message ———-
Date: 6-dic-2007 9.57
From: Giuliano

L’unica cosa veramente bella è la tua risposta, segno di libertà interiore e di disposizione al cambiamento.

Si, ho una certa età, proprio i 60 da te indicati.

Ho scritto la lettera a te perché mi interessavi tu, non i lettori della mailing list e dunque non per renderla pubblica; ma – una volta giunta a te – è tua e ne puoi fare quello che vuoi; se proprio ci tieni a renderla pubblica metti solo “giuliano”.

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2 thoughts on “Vincere la paura

  1. Mi permetto di scrivere qualcosa in merito, anche se il Sig. Giuliano non sembra dell’idea di creare una “discussione” inmerito alla sua lettera. Ma Emanuele l’ha pubblicata, quindi nel caso darò la colpa a lui ;-D

    Trovo davvero belle e profonde le riflessioni fatte dal Sig. Giuliano in merito alle nostre paure. E’ ovvio che per vincere le nostre paure bisognerebbe prima imparare ad affrontarle. E per affrontarle sarebbe utile imparare a tenere spenta quella scatoletta luminosa che tanto ci piace xchè ci distrae da esse, da quelle vere, dalle nostre.

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