Sul tizio che ha investito le due irlandesi

Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, due irlandesi di 27 e 28 anni, sono state uccise in un incidente stradale avvenuto a Roma intorno alle tre di notte. Una Mercedes classe B che viaggiava a folle velocità guidata da Friedrich Vernarelli, 32 anni, romano, le ha centrate (…)

In un blog leggo questo commento:

Questo figlio di papa’ che corre per Roma alla guida di un Mercedes, travolge e uccide 2 persone e scappa, mi disgusta. Mi disgusta pure il padre che lo giustifica. E’ inaccettabile.

Da Internet spunta un video dove il pirata si presenta ai cybernauti facendosi riprendere al volante della sua auto durante un viaggio spericolato tra Roma e Budapest. Intitolata ironicamente “Friedrich – drive safely!” (Friedrich – guida sicura!), la clip mostra il ragazzo visibilmente alterato mentre guida senza mani, balla e ride.

Nell’intervista il giornalista chiede se “ha visto il video che gira sul web, in cui Friedrich guida senza le mani sul volante”

1) tutti guidano senza mani in alcuni momenti, vuoi per rispondere al cellulare, vuoi per bere un sorso d’acqua, vuoi per una esclamazione mentre si parla o un’esultazione.

2) nel video, mentre alza le mani dal volante, il paesaggio del lunotto posteriore è fermo. Non si può affermare che guidi senza mani.

3) non mi sembra veritiera l’affermazione “Il padre lo giustifica”. Tenta di fare un’ipotesi sulla codardìa del figlio. E perdere la testa è abbastanza normale, credo, dopo aver ucciso due persone. Magari un’altro si buttava nel tevere. Lui è andato a schiantarsi contro un’edicola.

Il padre dice quel che riesce a dire, a un giornalista che cerca il mostro (monstrum, da “mostrare” alla pubblica gogna). L’intervista è ovviamente tagliata, come tutte le interviste, lo si sente chiaramente nella registrazione. Forse il padre ha pronunciato anche frasi intelligenti e profonde, forse ha pianto, ma se è così, questo è stato tagliato. Sopravvivono solo le frasi che rendono più spettacolare il pezzo. Altrimenti non si chiamerebbe “pezzo”, ma “intero”. Il teorema va sempre rispettato, in questo caso è “se il figlio è imbecille, dev’esserlo anche il padre”.

Io, da padre di un figlio in questa situazione, saprei dire cose intelligenti a un giornalista che mi telefona all’improvviso? Non tenterei di cercare qualche ragione, almeno per tentare di scagionarmi dalle mie responsabilità di padre?

Credo occorra molto più rispetto. Di queste storie tristi, sappiamo solo quel poco che ci racconta la TV, ed è sempre troppo poco per formare qualsiasi giudizio. Anche se probabilmente è esattamente ciò che i venditori della televisione vogliono ispirare: giudizi affrettati, sentenze. Mi chiedo il perchè. Forse per distrarci dall’inettitudine della politica, dove potremmo e dovremmo tutti arrabbiarci sul serio.
Ma giudicare chi ha sbagliato, sentirci “normali” e “giusti” perchè non abbiamo ancora ucciso nessuno, nonostante forse qualche volta abbiamo guidato ubriachi anche noi, o abbiamo guidato da pazzi, sazia per un po’ i nostri istinti.

Ho parlato in prima persona plurale, anche se non ho più la TV da quando vivo da solo.

Mi sento di dire a te, lettore di questa pagina: se la TV ispira anche a te giudizi così affrettati, valuta se non sia il caso di smettere di guardarla anche tu. Vendila, finchè c’è qualcuno che te la compera, e compra un pacco di libri al suo posto.

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