Spot Fiat Cinquecento

L’anno scorso, giorno più giorno meno, usciva la nuova fiat cinquecento, con un riuscitissimo spot. La bellissima colonna sonora è il movimento centrale di Back To Life del giovane genio Giovanni Allevi. Le immagini, in bianco e nero, alternavano al bimbo stupito di Nuovo Cinema Paradiso varie immagini tra le più potenti ed emozionanti della storia recente: i metalmeccanici Fiat in lotta, Pertini, Indro Montanelli, il muro di Berlino, i caduti di Nassiriya, Ciampi, i fratelli Abbagnale, Margherita Hack, gli Autonomi, Totò, Fellini, Gaber, gli emigranti con le scatole di cartone, la strage di p.zza Fontana, la strage dell’Heysel, Toscanini, Mariangela Melato, Valentino Rossi, le Brigate Rosse, Napolitano, Cannavaro, Veronesi, Carla Fracci, Alberto Sordi, Coppi e Bartali, De Gasperi, Madre Teresa di Calcutta, Eduardo De Filippo, e in tutti e tre gli spot: i carabinieri, Falcone e Borsellino, la strage di Capaci, la strage di Bologna, Papa Woytila.

La voce fuoricampo di Ricky Tognazzi recitave:

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo.
Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono piu importanti di altre perchè formano il nostro carattere.
Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la differenza tra il bene e il male, cosa essere e cosa non essere, ci insegnano chi vogliamo diventare.

In tutto questo alcune persone e alcune cose si legano a noi in modo spontaneo e inestricabile, ci sostengono nell’esprimerci e realizzarci, ci legittimano nell’essere autentici e veri, e se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve, e allora appartengono a tutti noi, e a nessuno.

Il cortometraggio (lunghissimo per essere uno spot: ben 1:40 minuti, fa ciò per cui è stato concepito: creare una forte emozione: le emozioni sono il traino più efficace che esiste per ottenere che un messaggio si fissi nel nostro cervello; per questo motivo sono costantemente utilizzate nella pubblicità.

L’utilizzo per fini commerciali di tali immagini, la trasformazione di tali Testimoni del passato in “testimonials”, senza chiedere loro il consenso (quantomeno ai molti che sono defunti), è però un’operazione che è stata vissuta da molti come un’usurpazione e ha suscitato in rete molto clamore.

Clamore che alimentato da considerazioni su quanto è costata la Fiat ai contribuenti negli ultimi lustri, e all’ipocrisia del messaggio “appartiene a tutti noi” nonostante la nuova Cinquecento sia interamente prodotta in Polonia.

Mettendosi però nei panni degli attuali manager Fiat, fatico a identificare le colpe di questa operazione: dovevano usare altre immagini, e fare uno spot meno efficace? Dovevano produrre in Italia non riuscendo più ad essere concorrenziali?

E’ facile puntare denunciare i problemi senza proporre alcuna soluzione o alternativa.

Io quindi me ne astengo, e mi godo questo mini-film. E mi tengo la mia Audi 😉

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One thought on “Spot Fiat Cinquecento

  1. Di colpe agli attuali manager della fiat ne possiamo dare quante vogliamo. Ad esempio licenziare migliaia di dipendenti per aprire impianti per assemblare le auto nei paesi dell’est in cui la manodopera costa meno, oppure il non cercare strade alternative allo sfruttamento del petrolio…
    Però fanno delle belle pubblicità, cazzo!

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