L’orgoglio e la rabbia

Antefatto.

I clienti delle pizzerie al taglio si possono dividere in due categorie: quelli che vogliono una pizzetta e quelli che vogliono quella pizzetta. Per questi ultimi le pizzette non sono tutte uguali: fanno differenze fra le quelle più piccole e quelle più grandi, quelle sbruciacchiate e non, troppo sottili, e specialmente quelle troppo poco condite. Per quelli che appartengono, come me,  a questa seconda categoria, parte del piacere della pizzetta risiede proprio nello scegliere la migliore secondo il nostro personalissimo canone, e nel rifiutare l’acquisto se non se ne trova una che merita almeno un 7 (escluse le situazioni di emergenza fame: in tali casi, “più che ‘l dolor, potè il digiuno”).

Antefatto.

Un paio d’anni fa, entro da Altero in via Ugo Bassi, chiedo una pizzetta (come al solito, quella), la addento con voracità e sento una terribile nota d’amaro sulla lingua. La rigiro, e scopro che sotto è completamente bruciata. Nera come il carbone. Lo faccio gentilmente notare al banconiere. E solo in quel momento lo vedo: è il più antipatico della squadra: lo Smilzo. Che prontamente risponde, piccato: “ah, ma l’ha scelta Lei” (mi da’ del Lei, l’infingardo) e prosegue: “Io le controllo sempre, tranne quando le scelgono i clienti” – “Sì ma questa è totalmente bruciata” rispondo io mostrando il retro, che potrebbe essere utilizzato come “corpo nero” per esperimenti di ottica.”Comunque per questa gLiela cambio”. Ricordo quasi alla perfezione queste parole assurde. Lui aveva bruciato la pizza e voleva dare la colpa a ME, facendomi passare il suo dovere per gentile concessione!

Io ovviamente sorridendo, mentre mi porgeva la pizzetta di ricambio (scelta da lui, l’infame!!), gli feci notare che non ero stato io ad averle cotte, e non ho nemmeno la vista a raggi X. Lui non accenna a scusarsi.

Reprimo istinti omicidi per evitare che un cretino come lui mi faccia passare dei guai, e la cosa finisce lì.

Il fatto.

Stasera decido di passare a salutare il mio amico Ale, e decido di passare da Altero per prendere 4 pizzette da mangiarci insieme. Purtroppo c’è ancora lo Smilzo, ma non sarà lui a negarmi il piacere delle pizzette. Il negozio fra l’altro è vuoto. Ordino 4 pizzette pagandole diligentemente prima (sì perchè lui, al contrario di tutti gli altri commessi, pretende che anche i volti conosciuti il pagamento anticipato, come da Protocollo Aziendale Dei Suoi Maroni). Gli do i soldi contati, sollevandolo pure dalla fatica di darmi il resto. Attuo il mio sacrosanto diritto di scelta delle pizzette preferite, chiedendo anche “per favore”, come sono solito fare in qualunque circostanza, anche quando impartisco ordini al mio filippino cingalese. Ma stavolta (esperienza insegna) non mi faccio fregare, e quindi gli chiedo “possiamo controllare anche sotto per favore, non vorrei che fossero bruciate :)”. Giuro, ripeto il perfavore e aggiungo un bel sorriso incoraggiante. Lui con troppa diligenza mi volta le pizze una a una e mi dice, con fare sprezzante, testualmente: “Non si preoccupi, ho fatto un corso per trattare i clienti come lei”.

Un altro dal temperamento un po’ irascibile gli avrebbe tirato almeno un pugno in piena faccia. Molti altri se ne sarebbero andati coprendolo di improperi e maledizioni fino alla settima generazione.

Il mio uplomb non viene scalfito, aiutato dal fatto che il mio cervello non è riuscito ad accettare la realtà di quella risposta così surreale. Col senno di poi, gli avrei dovuto rispondere “Impossibile che fosse il corso ad essere così tanto scadente: devi essere tu che non ci hai capito un cazzo.”. Invece ho ribattuto, sempre sorridendo, argomentando “daltronde ricorderai che l’altra volta la pizzetta era bruciata e mi hai detto che era colpa mia che non avevo controllato prima…” ma lui, incredibilmente pronto: “Le ricordo che le sto facendo una gentilezza: le pizze non si potrebbero scegliere”. Saremo coetanei, ma lo Smilzo mi da ugualmente del lei. Forse al Fantomatico Corso gli hanno insegnato così? Quel che è, lui resta comunque un cretino.

Non è finita, purtroppo. Ribatto “sì ma mi sembra una gentilezza dovuta, se conti che non c’è fila”. Nel negozio ci sono una decina di persone che mangiano la pizzetta, son tutti zitti e osservano con finta indifferenza la scena. C’è una tipa bionda che sembra stia sperando in cuor suo che ci prendiamo a cazzotti, così avrà qualcosa di nuovo da raccontare nelle 2 ore quotidiane al telefono con la sua migliore amica (con cui il suo ragazzo la tradisce da circa 2 anni – l’amica dopo sparlerà per altre due ore della bionda con un’altra amica, che essendo brutta come la morte non riesce a farsi il ragazzo di nessuna amica e dunque passerà la notte a rodersi il fegato.

“Questo non conta”, e nel frattempo mi chiude il pacchetto e me lo porge, con un sorriso idiota che, solo per quello, si meriterebbe due schiaffoni, un dritto e un rovescio.

Salgo solo di qualche decibel: “e invece dovrebbe contare. E dovrebbe contare anche il fatto che hanno aperto molte pizzerie al taglio ultimamente…” e qui lui mi interrompe, osa interrompermi il vile masnadiero, per dirmi “ma lei è venuto lo stesso qui, come mai?”.

Ha osato chiederlo, esplicitamente. Nemmeno a Cortina avevano osato farlo (cfr. il mio recente post su Cortina). Il meccanismo è lo stesso: noi possiamo essere più antipatici, tanto voi, coglionazzi, venite comunque qui.

Uscendo, gli ho risposto: “perchè la pizza è un po’ più buona, nonostante debba sopportare la tua antipatia. Ma siete in declino, come del resto tutta Bologna”.

Quando il declino si farà sentire veramente (queste cosiddette crisi sono ancora solo uno scherzo, rispetto a ciò che deve succedere) ricordatevi di ringraziarli, i tanti imbecilli come lui.

Io, per allora, spero di essere molto lontano.

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5 thoughts on “L’orgoglio e la rabbia

  1. Come sempre sei il più grande! Ci sono persone che non sanno cosa voglia dire stare al mondo e che considerano il lavoro solo una gran scocciatura e alla minima cosa perdono le staffe facendo poi solo la figura dei cretini, e stando ancora più con la rogna! Ma tu sei stato calmo e hai dimostrato un grande controllo di te stesso e delle tue reazioni, dimostrando così di essere un vero Signore! Chissà se ha imparato qualcosa da questa lezione di stile? Fossi in te ci tornerei!

  2. Tu sei sempre un grande! Ma si capisce bene perché si fa pagare in anticipo: altrimenti uno, se non avesse già pagato, con certe risposte se ne andrebbe da un’altra parte! 🙂
    Comunque la prossima volta che ho in programma di passare a S.Marino ti chiamo prima e vieni a provare la pizza al taglio che dico io… 🙂 E ti godi anche una bella fiera dell’elettronica…

  3. Cette histoire est tellmant interessante que je veux la traduire pour les millions des lecteurs français de ce blog.

    ___

    Les clients des pizzeries son de deux sortes : il y a ceux qui veulent une pizzetta et ceux qui veulent cette pizzetta. Pur ces derniers les pizzettes ne sont pas toutes pareiles, il y en a des plus petites et des plus grandes, des brulées, des trop minces, ou trop assaisonnées. Moi, j’apartiens à la deuxième categorie. S’il n’y a pas au moins une pizzetta qui merite un 7, je ne peux les acheter que si je suis en train de mourir de faim. J vais plutot chez McDonald, ou les bigmacs sont toujours ce que tu t’attends qu’ils soient.

    Ca fait deux annes que j’entre chez Altero, je commande une pizzetta (et comme d’habitude je demande cette pizzetta) et voilà que je sens un gout amer dans ma bouche. En la renversant je decouvre qu’il est completement brulée au dessous. Elle est noire comme le charbon ! Avec politesse, je la fais observer au garçon. De malchance, il n’y a que le plus antipatique de tous, selon mon classement : le maigre. Le maigre me répond, piqué : « Ah, mais c’est toi qui l’as choisie. D’habitude je les controle toujours, mais non pas si c’est le client qui decide. Pourtant, pour cette fois je te la change. ». Je me souviens presque parfaitement de ces mots absurds. Il avait brulé la pizza et il pretendait c’etait ma faute, en faisant sembler son devoir par une octroye ! Moi, bine sur, je ne suis pas une personne qui se taise, et donc, tandis qu’il me donne la pizzetta remplacante (choisie par lui !!) je lui dis que ce n’etait pas moi à les avoir cuisinées, et je n’ais pas la vue aux rayon x. Il n’ecoute pas des raisons, et il ne s’excuse non plus. Moi, je ne veux pas me faire deranger par une bete comme ce type là, et tout finis.

    TO BE CONTINUED

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