Obbligare le imprese ad assumere solo a tempo indeterminato!

Firmate questa petizione su AVAAZ:

Propone:

1) sospensione per 24 mesi, solo per i nuovi assunti, dell’obbligo di indicazione della giusta causa/giustificato motivo in caso di licenziamento, a fronte dell’erogazione al dipendente di un indennizzo pari al triplo del preavviso indicato nel Contratto Collettivo Nazionale del livello applicabile, con un minimo di 3 mesi di indennizzo

2) obbligatoria la conversione a tempo indeterminato di ogni contratto a tempo det. e para-subordinato (cocopro e contratti d’opera con alcune caratteristiche) entro 60 giorni dall’entrata in vigore di questa legge.

Se gli imprenditori dicono la verità, che non si azzardano ad assumere a causa degli attuali rischi derivanti dall’articolo 18, grazie al punto 1 si potranno creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro (e tutti di “serie A”!). 

In caso contrario avremo ottenuto un risultato: dovranno finalmente smetterla di tirare in ballo l’art. 18 come causa della stagnazione dell’impresa nel nostro Paese.

Firmatela e diffondetela!

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4 thoughts on “Obbligare le imprese ad assumere solo a tempo indeterminato!

  1. Ma non sarebbe molto più semplice fare in modo che il lavoro atipico sia, appunto, atipico?
    Attualmente hanno fatto a rovescio: hanno reso l’atipico più conveniente per l’azienda.
    Se invece un anno di lavoro atipico costasse all’azienda di più rispetto ad un anno di lavoro normale (e al dipendente atipico portasse più contributi), le aziende vi farebbero ricorso esclusivamente quando necessario, privilegiando assunzioni normali per il normale funzionamento.

  2. Se ti metti nei panni dell’imprenditore, capirai che quello che dici non può funzionare. Se si aumentasse il costo del lavoro “atipico”, l’alternativa non sarebbe comunque il tempo indeterminato a queste condizioni: è troppo rischioso! L’unica alternativa percorribile sarebbe il nero.

    • Io capisco bene perché gli imprenditori preferiscono di gran lunga l’atipico rispetto al normale. Ed infatti nella proposta originale l’atipico doveva essere meno conveniente, così da essere usato solo quando necessario.
      Il problema è che, alle condizioni attuali, l’atipico è troppo conveniente per l’imprenditore ed allo stesso tempo penalizza pesantemente il lavoratore (IIRC servono 5 anni di contributi come cococo per avere l’equivalente di un anno di contributi normali: in questo modo chi inizia a lavorare potrà andare solo in pensione per vecchiaia, ammesso che ci arrivi).
      Se da un lato si riducesse leggermente la pressione fiscale sul lavoro normale e dall’altro si facesse in modo che l’atipico sia da usare solo in casi veramente eccezionali, allora le cose sarebbero più bilanciate. Metti anche che un anno di atipico porti 14 mesi di contributi equivalenti, la cosa inizia a quadrare (difficilmente l’atipico trova da lavorare continuativamente).
      Il nero ha comunque un grosso fattore di rischio, che se i controlli sono sufficienti lo rende non conveniente. E comunque anche con la tua proposta preferirebbero il nero…
      Altro problema sono i “furbetti” che lavorano finché sono “sotto esame” ed appena hanno un contratto normale iniziano a sbattersene e a piantare casini…

  3. Diego, ciò che scrivi è ragionevole ma è basato, a mio avviso, su un errore di fondo: tu l’assumeresti una colf se rischiassi una causa per poterla licenziare? La compreresti un’auto se rischiassi una causa quando la vuoi vendere??
    L’art.18 è stato fatto in pieno boom economico, quando gli addetti della Fiat andavano direttamente alla stazione di Torino per assumere gli immigrati che arrivavano dal sud, per la richiesta di lavoro che c’era.
    E’ stata accettata perchè con in anni di continua crescita nessuno pensava che avrebbe mai dovuto ridurre la forza lavoro.
    Oggi la realtà è totalmente diversa e abbiamo capito che la crescita continua è sbagliata, prima ancora che impossibile.
    Quindi la priorità per un’impresa è fare un contratto che sia facile risolvere, senza rischi e con costi pre-determinati.
    Tutto qui.
    Se si chiama atipico ed è abbastanza conveniente, viene scelto quello. Se lo rendi sconveniente, diventa più conveniente il nero. L’impresa saggia non può scegliere l’indeterminato alle attuali condizioni, salvo per le posizioni più elevate, dove di fatto c’è maggiore mobilità.

    Se rendendi certi i costi e i tempi del licenziamento, dopo l’atipico lo puoi pure eliminare perchè non ha più alcuna ragione di sussistere.

    Il contratto di lavoro dev’essere solo di un tipo: quello a tempo indeterminato, con tutte le giuste tutele previste.

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