I costumi sociali sono basati sulla falsità e sulla finzione

Sono convinto che quanto scrivo nel titolo sia vero, quantomeno nella nostra società occidentale, e ora proverò a dimostrarlo.
Quando un concetto è profondamente radicato nella società, se ne trovano le tracce nella lingua: le parole sono le pietre di cui è costituito il pensiero* e sono come una “scatola nera” che testimonia Continua a leggere

Bravo Baricco

Sto leggendo “I Barbari” di Baricco. Sono esattamente a metà, ma è già abbastanza, per quanto mi riguarda, per convincermi che Baricco ha di nuovo fatto centro. Mi è piaciuto anche il suo saggio “Next” sulla globalizzazione, di una decina d’anni fa, lo ricordo come un libro con argomentazioni magari discutibili, ma intelligenti. 

Qui però Baricco fa di più. Innanzitutto, come dice lui nell’introduzione, dice di scrivere dalla cima di una torre, al vento. Cioè, ha pubblicato Continua a leggere

Il “De Vulgari” non tratta la “questione della lingua”!

Chi mi conosce anche solo sommariamente, difficilmente può non aver notato una mia passione sfegatata e “quasi” inopportuna per la Divina Commedia del grandissimo Dante Alighieri.

Se amo scodellare in tutte le salse i canti che so a memoria, non è (solo) per vanità o ostentazione, come forse i più credono, ma principalmente perchè è bella -e la bellezza non è mai fuori luogo o inopportuna- e per il desiderio di “reclamizzarla”, fare la mia parte sdoganarla dalla coltre di repulsione a cui purtroppo associamo quasi tutte le “materie scolastiche” che ci sono state imposte durante l’adolescenza.

Non so bene per colpa di chi, ma ero convinto che la Commedia fosse intimamente legata a un fantomatico progetto di Dante, scritto nel De Vulgari Eloquentia, Continua a leggere