Come votare al referendum del 4 dicembre?

Come votare al referendum del 4 dicembre?

La situazione attuale

1505049_1500001_riforma-costituzAttualmente un disegno di legge diventa Legge solo quando viene votato in modo identico da Camera e Senato in due votazioni consecutive. Se una delle due Camere approva un testo modificato, alcuni mesi dopo quel testo dovrà tornare nell’altra camera ed essere approvato, oppure nuovamente modificato, e così via. Ecco, in sintesi, il “bicameralismo perfetto”.

Che non è affatto “perfetto”: una legge può rimbalzare anche 10 o 20 volte avanti e indietro fra Camera e Senato – non ci sono limiti – e ogni passaggio richiede almeno un mese. L’iter termina solo quando una camera vota lo stesso testo già approvato dall’altra, senza effettuare nuove modifiche.

Perché fu scelto un sistema del genere?

Questo sistema è figlio dell’epoca storica in cui fu approvato, nell’immediato dopoguerra anteponendo la paura che potesse instaurarsi nuovamente una dittatura come quella fascista alla rapidità di promulgazione delle leggi.

La speranza era inoltre che questi passaggi successivi portassero a un miglioramento dei testi delle leggi. Nei fatti però si è verificato il contrario.

Perché il sistema favorisce leggi peggiori?

Le leggi vengono scritte in apposite Commissioni costituite da alcuni Deputati o Senatori e alcuni tecnici, che riflettono più o meno la composizione degli schieramenti presenti nelle aule.

Il disegno di legge iniziale solitamente è scritto con una certa coerenza (cioè non si contraddice e prevede tutti i casi possibili in modo equilibrato e logico), ma viene poi modificato più volte, dando il classico “colpo al cerchio e colpo alla botte”. Visto che è già fissata la data per la discussione in aula, è ovvio che ci si riduca ai giorni subito antecedenti il voto per le ultime modifiche (e gli ultimi ricatti), effettuando spesso stravolgimenti totali in poco tempo. Questi cambiamenti vengono fatti in modo convulso e affrettato, spesso fino a tarda ora.

Quindi, il testo che arriva in aula, anziché essere ben meditato, è soltanto l’ultima raffazzonata stesura su cui un numero sufficiente di forze in gioco si sono accordate. Pertanto quasi sempre contiene sviste, illogicità e contraddizioni di alcune disposizioni con altre (della stessa legge o di altre leggi). A volte sono state lasciate di proposito; altre per svista, ma comunque non vi è più tempo per sistemarle essendo arrivata la data del voto in aula.

Oggi le Commissioni contano sul fatto che eventuali errori verranno comunque sistemati al passaggio successivo nell’altra camera, pertanto possono lasciarli a cuor leggero.

Succede spesso che le forze in gioco decidano però di approvare quel testo al successivo passaggio, senza apportare le correzioni necessarie: in questo modo, la forza politica che l’ha promosso riesce ad approvarlo un po’ più rapidamente e può raccontare agli elettori che ha approvato la legge, mentre la forza politica opposta si basa proprio sulle scappatoie che rendono inefficace quella riforma o quella legge.

Il testo della Riforma Costituzionale che andremo a votare è un esempio lampante del fatto che il sistema attuale produca leggi scritte male, essendo stata realizzata proprio con questo sistema!

E’ principalmente a causa di questo sistema che nel nostro Paese i problemi restano irrisolti per anni e i tribunali sono totalmente ingolfati. E’ per questo che abbiamo troppe leggi e scritte male. E’ anche per questo che siamo stanchi, delusi della politica, e in recessione economica.

Cosa cambierà se vince il NO

Nulla. Resta tutto com’è. Anche Renzi.

Non si manda a casa Renzi.

Questo NON è un referendum politico: anche in caso di vittoria schiacciante del NO, ciò non provocherà la caduta del governo, e Renzi ha già dichiarato che non si dimetterà.

Cosa cambierà se vince il SÌ

Anche se il testo della riforma poteva essere scritto meglio, contiene comunque cambiamenti importantissimi.

Il più importante è l’abolizione di questo doppio passaggio, per la maggior parte delle materie.

Le Commissioni pertanto sapranno che, in caso di voto favorevole in Aula, la Legge diverrà immediatamente efficace, pertanto hanno la responsabilità di effettuare un controllo molto più serio e rigoroso sul testo, perché non potranno più contare su una successiva tornata di modifiche all’altra camera.

Soprattutto, le leggi usciranno in modo estremamente più rapido: una sola votazione anziché più votazioni successive.

Per alcune specifiche materie, il Senato potrà proporre modifiche, e la Camera potrà scegliere se accettarle (con una maggioranza inferiore) o mantenere il testo originale (a maggioranza assoluta).

Se vince il Sì al Referendum, il cambiamento sarà pertanto radicale:

ogni successiva riforma sarà scritta meglio e verrà approvata molto più tempestivamente.

Con il nuovo sistema sarà più agevole, fra l’altro,  sistemare il testo di questa stessa riforma Costituzionale!

Le altre modifiche?

Le altre modifiche, meno epocali della precedente, sono queste:

  • Riduzione membri del Senato da 315 a 100 membri, a zero stipendio
  • Diminuzione indennità dei consiglieri regionali
  • Introduzione dei referendum propositivi (per creare leggi, non più solo per abrogarle)
  • Abolizione Province (finalmente!)
  • Abolizione CNEL, organo costato sinora 1.000 milioni di euro, totalmente inutile
  • Altre modifiche tecniche, tutte nel senso di una maggiore efficienza.

Allora perché in tanti sono contrari e raccomandano di votare no?

Il fatto che Bersani, D’Alema, Berlusconi (e Salvini) siano per la prima volta uniti sul fronte del no, mentre per tutto il resto sono sempre stati agli antipodi, mostra chiaramente che la loro opposizione non si basi sulla sostanza della riforma, ma sia per i soliti motivi di bassa politica: detestano che sia Renzi a firmare questo successo, dove loro hanno miseramente fallito. E’ la solita minestra che si ripete da decenni.

Tutti e quattro raccomanderebbero di votare Sì, se fossero Presidenti del Consiglio al posto di Renzi.

 

Riflessione sull’Italia

Le leggi italiane, che influenzano da vicino la vita quotidiana di persone e imprese, sono figlie del sistema democratico che le ha generate, dove il potere di conferire la rappresentanza è in mano a un popolo che a maggioranza è ignorante, o non è intelligente, e pertanto non ha gli strumenti per essere lungimirante.

Un popolo stolto, che è incline a demagogia e populismo, che ha costantemente premiato alle urne Continua a leggere

About Berlusconi

In queste settimane sono trapelate fino a me, nonostante non abbia la tv, gli strali dei media di sinistra contro Berlusconi.

Meditavo di scrivere il mio parere ma solo stasera ho avuto la scusa di farlo, rispondendo alla mail dell’amico Andrea D.P.

A.D.P. scrive: Già in aprile il capo del governo, per difendersi dall’accusa di utilizzare, nella scelta di candidate e collaboratrici, le stesse qualità (aspetto fisico, sex appeal) che fanno far carriera in televisione (guardacaso!), soavemente dichiara: “essere belle e benvestite non è un male, non possiamo mica avere in parlamento solo delle Rosy Bindi”.

Andrea, non mi risulta che Prodi nel suo gran bel governo 2006-2008, che passerà alla storia come Continua a leggere

Tassa sulla plastica?

Secondo recenti notizie il governo starebbe pensando all’abolizione delle Province, partendo da quelle più inutili (quelle delle grandi città). E’ un tema sul quale avevo alcuni post, allora sai che faccio? Butto lì un’altra idea, chissà che qualche ministro non stia tenendo d’occhio questo blog per prendere spunto… Magari! 🙂

Per ridurre l’inquinamento e il problema dei rifiuti, e indurre le aziende produttrici a vendere sfusi i prodotti attualmente venduti in confezioni usa e getta, in particolare di pvc e plastica, non basterebbe mettere una tassa sulle confezioni, magari proporzionale al grado di biodegradabilità delle stesse?

Antisprechi: speriamo almeno che ci costi poco…

A fine 2005 è stato attivato un numero verde, l’800 118855, a cui noi cittadini potevamo rivolgerci per segnalare disservizi della Pubblica Amministrazione: il Numero Verde Antisprechi.

Eccolo qui:

http://www.funzionepubblica.it/servizi_prodotti/attivita_ispettiva/servizi_2871.htm

A distanza di poco più di 2 anni, ho provato a chiamarlo: una voce che sembra quella della Cugina Carmela mi ha risposto: “nessun servìzio è attìvo su quèsto nùmero. Per informaziòni, contattàre il pròprio operatòre telefònico”.

Anche a voi da la stessa risposta?

Spero almeno che questo “servizio” ci costi poco, altrimenti a chi telefoniamo per segnalare lo spreco?

Certo che potrebbero almeno disattivare la pagina web…

La mia battaglia per Welby su Wikipedia

Ogni tanto contribuisco a qualche voce di Wikipedia.

La voce su Ruini è una di quelle che tengo d’occhio, non perchè mi interessi il cardinale, ma perchè alcuni zelanti contributori continuano ad oscurare una parte della verità su quanto accaduto.

I cardinali Tonini e Ruini hanno utilizzato la parola suicidio, nonostante sia vero che: Continua a leggere

E se le elezioni fossero un torneo?

La democrazia prevederebbe non solo il diritto di eleggere, ma anche il diritto a una concreta possibilità di essere eletti!

Ok, nonostante gli enormi adempimenti burocratici, in teoria chiunque può candidarsi alle prossime Politiche, e se nessun partito lo accoglie nelle sue liste, può anche fondare il suo partito. Ma che possibilità concreta ha di noi di essere eletto? NESSUNA!

Oggi per essere eletti bisogna spendere centinaia di milioni di euro per la campagna elettorale. Chi può pagare simili cifre se non le solite grandi famiglie potenti?

Ho una proposta.
Elezioni di quartiere, poi comunali, poi provinciali, regionali e infine nazionali, in sequenza (come una specie di torneo). Continua a leggere