Come NON dovrebbe funzionare la Ricerca Universitaria – parte 2

Il professore del Politecnico ha risposto alla mia missiva di alcuni giorni prima, che ho pubblicato in un precedente post. Devo ricredermi: credevo si limitasse ad essere uno degli ingranaggi del sistema. Credevo fosse rassegnato ad accettare controvoglia lo status-quo, per portare a casa lo stipendio. Invece no, lui difende il sistema. Ci crede.

Ecco le sue parole:

 

Caro Emanuele,

Il tuo concetto di Istituzione denota una crassa ignoranza, che merita una ulteriore serena spiegazione, insieme a Continua a leggere

Come NON dovrebbe funzionare la Ricerca Universitaria

Pubblico la mia risposta ad un professore del Politecnico di Milano che, nonostante gli eventi del 28 giugno che mi hanno visto coinvolto, mi ha chiesto (dopo averlo già fatto in precedenza) se la mia azienda era interessata a sostenere economicamente una loro nuova Ricerca, con queste parole (citazione testuale dalla sua mail): “In cambio ovviamente potreste ottenere visibilità e portare eventualmente un vostro caso all’evento finale“.

Questo professore non è una mela marcia, Continua a leggere

La scuola che sogno


Ho scritto questi appunti nel 2004, ma non li avevo mai pubblicati sul blog (perchè non esistevano ancora i blog!).

 

Da anni sento pulsare un desiderio: quello di fondare, un giorno, una scuola superiore.

E’ presto per fare programmi dettagliati, ma ho già alcune idee. Sembreranno assurde, ma anche creare un sms provider quando non ne esisteva neanche uno in tutta Europa sembrava altrettanto assurdo, eppure è diventato realtà! 🙂

Ecco le caratteristiche assurde della scuola che sogno: Continua a leggere

La scuola che sogno

Da anni sento pulsare un desiderio: quello di poter aprire, un giorno, una scuola superiore. E’ presto per fare programmi dettagliati. Ma ho già alcune idee. Sembreranno assurde, ma anche creare il primo sms provider europeo sembrava altrettanto assurdo, eppure è diventato realtà.

Ecco allora queste idee assurde:

  • Una scuola per gli studenti anzichè per gli insegnanti
  • Una scuola dove imparare sia ogni giorno stimolante e divertente, dove i programmi siano creati attraverso la stimolazione della curiosità nei ragazzi, e guidati dalle loro domande. Dove non ci siano quindi nozioni inutili o non interessanti da imparare. Dove il docente sia sempre in grado di motivare l’utilità di ciò che insegna. Dove i ragazzi siano spronati ad alzare la mano continuamente per fare domande.
  • dove ci sia rigore e disciplina, ma contemporaneamente imparare sia fonte di divertimento e stimolo continuo.
  • fatte salve le conoscenze minimali di base e “propedeutiche”, ogni studente potrà personalizzare almeno il 30% del proprio piano di studio, potendo così valorizzare e potenziare pienamente le proprie inclinazioni e attitudini.

Per realizzare questo credo che sarà necessario che si verifichino le seguenti condizioni:

  • tutti i docenti dovranno provenire da una carriera almeno ventennale in azienda o nell’ambito della libera professione. Voglio docenti che hanno visto per bene il mondo là fuori. Voglio che insegnino la teoria sapendo com’è fatta la pratica.
  • i docenti saranno di livello così alto da non poterli pagare meno di 5 volte lo stipendio degli attuali docenti di ruolo.
  • visto però che stipendi così alti prevederebbero rette altissime, e io non voglio selezionare gli studenti in base al censo, i docenti dovranno accettare di insegnare gratis. Che è anche il miglior modo per vagliare la loro motivazione e reale vocazione all’insegnamento!