Quanto conviene abolire le Province

Ogni tanto si sente dire “le province sono inutili, andrebbero abolite”. Mi son chiesto se era una baggianata e ho deciso di fare due conti. Ci ho messo un po’ a trovare i dati, ma quello che ho trovato è incredibile.

La somma dei bilanci delle 107 province italiane nel 2006 è di 115mila milioni di euro.

Una parte di questi soldi sono stati restituiti ai cittadini sotto forma di servizi: manutenzione strade, scuole, ecc. Quanti? Solo il 27% della somma dei bilanci: 31 miliardi. Poco più di 1/4. Il restante 73%, TRE QUARTI (84 miliardi) viene sprecato per il mantenimento delle province stesse: personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, auto blu, ecc. (Fonte: Unione delle Province Italiane).

Se aboliamo le province, la competenza di questi 31 miliardi di euro da spendere passa in parte ai Comuni e in parte alle Regioni. Aumenteranno ovviamente le spese correnti, perchè Comune e Regioni avranno bisogno di più di personale per gestire questi fondi, e una buona parte dei 60mila dipendenti delle province non si possono mandare a casa dall’oggi al domani.

Anche considerando la spesa di un 50% aggiuntivo rispetto agli investimenti da mantenere, cioè altri 15,5 miliardi di euro, a parità di investimenti sul territorio e servizi ai cittadini, fanno 68,5 miliardi di euro all’anno che si risparmierebbero abolendo le province!

E’ l’importo di due o tre manovre Finanziarie! Gratis tutti gli anni!

Diviso per 40 milioni di contribuenti, fanno 1.712 Euro a testa all’anno a testa!

Sì, le Province vanno abolite, e subito! Questa è tutto fuorchè una baggianata.

Ugo La Malfa, quando furono create le Regioni, le dichiarò inutili. Allora erano 93, oggi sono 107 e 32 nuove province chiedono di essere create! L’unica utilità delle province è offrire poltrone ai partiti per sistemare i raccomandati e mercanteggiare voti.

Ecco cosa si potrebbe fare con i soldi risparmiati.

Cosa possiamo fare noi, concretamente?

Vi chiedo di non fare copia-incolla di questo testo, ma di mandare il link a questa pagina, perchè sia arricchita dai vostri commenti.

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20 thoughts on “Quanto conviene abolire le Province

  1. Unione Province: http://www.upinet.it/statistiche.asp?id_pagina=28

    Segnalo che l’idea non è venuta solo a me, ecco alcuni link: Antonio Di Pietro: http://www.antoniodipietro.com/2006/10/leliminazione_delle_province.html

    Espresso di giugno 2006, poco dopo l’insediamento del Governo Prodi: http://espresso.repubblica.it/dettaglio//1304588

    Una recentissima risposta di Rutelli sull’argomento, dalla quale si vede che nessun partito vuole rinunciare a 60mila poltrone che gli servono per mercanteggiare voti: http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=9537

  2. avevo già letto purtroppo questi dati…leggendo “La casta” noto libro scritto da Rizzo e Stella certe cose vengono in evidenza…come la storia delle comunità montane…..Penso che effettivamente tutte queste strutture siano e rimangano inutili per il cittadino.

  3. Caro Emanuele,
    il Suo blog, per il quale mi complimento, ci era sfuggito; comunque La informo che un gruppo di semplici cittadini di cui sono portavoce, stanco di sentir parlare e basta, è partito con una proposta e un percorso preciso per arrivare alla abolizione delle Province. La pregherei di visitare il sito http://www.aboliamoleprovince.it e vedere se possiamo “linkarci” a vicenda. Resto a disposizione per ogni ulteriore informazione. Saluti

  4. Grande ragazzi, ottima idea! Mi raccomando, l’importante è non mettere troppa carne al fuoco. Partire dalle province mi sembra ottimo perchè permetterebbe di risparmiare 70 miliardi di euro annui, un importo pari a tre finanziarie, vicino all’enorme costo degli interessi del debito pubblico. Questo darebbe davvero ossigeno al nostro povero Stato per fare poi molto altro!
    Non molliamo!!!

  5. Ho firmato la petizione su “petitiononline.it” ma, a parte il fatto che:
    a) ci sono sei firmatari..:)
    b) E’ materia costituzionale quindi il referendum non è lo strumento ideale

    Mi pare che ci sia una certa quota di “popolo” che vorrebbe abolirle.. cos’altro si può fare?

  6. Abolire le Province?
    Ma qualcuno si riconosce nelle Regioni?
    Forse gli abitanti del Capoluogo!
    Le Regioni sono enti che emanano norme non necessarie (come se non fossero sufficienti quelle esistenti) e, al 70% del proprio bilancio, servono a gestire il carrozzone della Sanità.
    Per il resto delegano e controllano finanziamenti.
    Ecco, a che servono le Regioni, distanti dai Comuni e dai Cittadini.
    Forse molto meno distanti dai politici.

  7. Il problema è che siamo in Italia!
    Le Province sono state identificate come il molock da demolire.
    Perchè?
    Perchè è molto più facile lavarsi la coscienza spuntando l’iceberg piuttosto che mettere le mani dove in effetti gli sprechi non si contano.
    In effetti le Regioni, enti senza storia e lontane dai cittadini, sono l’esempio lampante degli sprechi.
    Consulenze, nomine, contributi e prebende varie non riescono a nascondere un impianto burocratico da far paura al buon Kafka.
    Però sono governate dai cosiddetti “Governatori”: mai termine fu peggio utilizzato di così.
    Chi di voi si è mai recato in Regione?
    A me, prima di cambiar lavoro, mai m’era capitato in 35 anni di vita.
    Io, personalmente, al di la’ dell’Ente, identifico le mie radici nella Provincia in cui abito (ed abito in un capoluogo). L’entità regionale è quanto di più distante dal mio essere.

  8. Marco, non ti posso dar torto, ma continuo però a pensare che sia meglio abolire le province, per questi tre motivi:

    -Credo che l’ente locale in cui ognuno di noi si identifica sia il proprio Comune, non la Provincia. Tu abiti in un capoluogo, quindi non credo tu ne possa percepire la differenza. Chi abita in uno dei 6mila piccoli comuni d’Italia, cioè in un paese, sente la stessa distanza che tu senti dalla Regione.

    -Le province sono 110, le regioni solo 20. Il costo delle province è 6 volte quello delle regioni!

    -rispondendo anche a Jhonny, se è vero che le regioni attualmente hanno utilità e compiti ridotti (aumentate negli ultimi anni con la devolution), assumerebbero maggiore senso proprio assumendo le attuali prerogative delle province.

    Abolite le province, è facile distribuire le competenze:
    -competenze prettamente locali -> Comuni
    -competenze di interesse nazionale -> Stato centrale
    -tutto il resto -> Regioni

  9. Finora, a fronte di nuove competenze, mi sembra che le Regioni si siano limitate a trattenere ampia parte delle entrate, trasferendo invece l’esercizio delle funzioni in delega alle Province.
    In Italia sarebbe meglio sfoltire le leggi esistenti invece che crearne di nuove, in ogni caso l’attività legislativa specifica potrebbe essere attribuita ad una delle due camere quando finalmente finirà il bicameralismo perfetto!
    In ogni caso le Regioni sono e rimangono dei carrozzoni distanti dai cittadini. E con le regioni andrebbero abolite le Prefetture, le Autorità d’ambito, le Comunità Montane, tanti uffici decentrati dello Stato, ecc.
    Tutte queste funzioni potrebbero diventare il patrimonio di servizi al cittadino fornito dalle Province.

  10. Grazie dei commenti… ma ho il sospetto che questi difensori delle Province parlino più che altro per interesse personale…

    Resto del mio parere:
    competenze prettamente locali -> Comuni
    competenze di interesse nazionale -> Stato centrale
    tutto il resto -> Regioni

    La Regione è in grado di conoscere le specificitià del territorio meglio di quanto faccia lo Stato, ma in un’ottica più globale di quanto possa fare il singolo Comune.

    La Provincia è un’ulteriore punto intermedio inutile e dannoso. Oltre ai costi esorbitanti, è un ulteriore ostacolo da superare nella conferenza dei servizi soprattutto quando il colore politico è diverso.

  11. Scusa, ma di che tipo di interesse personale parli?
    Allora lo si potrebbe dire di tutti coloro che manifestano una opinione!
    Perchè si deve dare per scontato che le idee nascano da considerazioni di convenienza?
    Ad esempio, io ti dico che mi sento Novarese e Italiano da quando sono nato, non mi sentirò mai Piemontese o Torinese oppure Lombardo, ma solo Novarese. Questa mia identità trova conforto in un territorio che ha una sua formale evidenza da centinaia di anni.
    Penso che pochissimi Novaresi, Vercellesi od Alessandrini si sentano prima Piemontesi che altro.
    Dal punto di vista amministrativo, tutti sanno che le Regioni si confrontano essenzialmente con le Province capoluogo e massivamente recepiscono le loro istanze senza considerare la reappresentanza di altre realtà che in seconda analisi.
    Questa è l’attualità. Chissà cosa potrebbe accadere un domani; quando, una volta abolite le Province, non ci sarà neppure un politiconzolo locale pronto nel tirare qualche giacca d’Assessore regionale per un poco d’attenzione al territorio.

  12. In ogni caso, i costi delle Province non sarebbero certo esorbitanti per i cittadini se, nel processo di delega funzionale, venissero trasferiti in proporzione personale e risorse degli Enti superiori.

  13. Pingback: Tassa sulla plastica? « il blog di Emanuele Preda

  14. ABOLIAMO LE PROVINCE!

    Il tema dell’abolizione delle province non è nuovo e non può liquidarsi in poche righe (comunque la si pensi). Come ogni riforma istituzionale di rilievo che intacca posizioni di potere consolidate, questa è destinata in ogni caso a far discutere e a dividere tra sostenitori e denigratori.
    Anche se ancora non in grado di assumere una posizione chiara e definitiva in merito (mancandomi sufficienti basi di giudizio), la mia idea è favorevole all’abolizione delle province.

    Perché? Innanzitutto perché la Politica in Italia costa troppo ed occorre iniziare a fare i tagli mirati e le razionalizzazioni dovute. Ovviamente l’abolizione delle province dovrebbe essere solo il primo ed il più clamoroso dei tagli che la Politica si dovrebbe dare (dubito, però, che ciò accada, in quanto le province sono una riserva di poltrone e potere che fa comodo sia alla Destra che alla Sinistra, in specie a quella Sinistra radicale che -esiliata dal Parlamento- non vorrebbe perdere l’ennesima sede di rappresentanza politica!).

    Perché eliminare proprio le province? Perché, dopo la costituzione delle regioni e la riforma del Titolo V della Costituzione, a livello locale le province sono l’ente con minori competenze (poche funzioni ed intermedie tra comuni e regioni) e più inefficiente nel rapporto costi-benefici. Del resto, deve far riflettere che l’Italia è l’unico Paese occidentale (ripeto, l’unico) in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale sub-statale (comuni, province e regioni).

    Perché è possibile eliminare le province? Perché, data la natura delle loro competenze, è ipotizzabile prevedere nuovi meccanismi istituzionali (in loro sostituzione) che garantiscano minori costi, maggiore efficienza decisionale e pari rappresentatività dei territori.

    Fra le tante proposte configurabili, mi permetto di proporne una: perché non abolire le province e sostituirle a livello regionale con un nuovo organismo, che potrebbe chiamarsi “Consiglio Regione-Comuni”. Mi spiego meglio: delle competenze attualmente spettanti alle province:
    – molte si potrebbero affidare ai Comuni o alle Regioni;
    – le restanti (quelle per l’esercizio delle quali sarebbe insopprimibile un coordinamento specifico con i territori) potrebbero affidarsi ad un Consiglio Regione-Comuni.
    Da chi dovrebbe essere composto tale organismo? Per non moltiplicare i costi istituendo nuove cariche, questo potrebbe essere:
    – composto da due rappresentanti per ogni provincia: i sindaci degli attuali capoluoghi di provincia più un ulteriore sindaco per comprensorio provinciale eletto da un’assemblea dei sindaci della rispettiva provincia;
    – e presieduto dall’assessore regionale agli enti locali (che vedrebbe aumentate le proprie funzioni, il proprio ruolo e -nel contempo- la propria responsabilità).
    Un organo unico, quindi, in sostituzione della molteplicità delle province esistenti, dalla composizione snella, con maggiore capacità decisionale e comunque rappresentativo di tutte le istanze provenienti dal territorio.
    Questa, ovviamente, è solo una delle possibile proposte realizzabili: quel che conta è comprendere che “è immaginabile un’Italia senza province!”.

    Abolire le province è un progetto sensato, utile e che può migliore l’efficienza del governo territoriale. Perché si ottenga questo risultato, naturalmente, occorre che la Politica abbia la forza, il coraggio e la competenza di realizzare un progetto chiaro, efficiente e razionale di riforma istituzionale, anche contro i suoi stessi interessi particolari. E’ proprio questo, però, l’obiettivo più difficile da realizzare…

    Gaspare Serra
    (http://spaziolibero.blogattivo.com)

  15. Cari amici,

    attualmente in Italia vi sono 104 Province (e di altre 26 è stata formalmente richiesta l’istituzione).

    Nel solo 2006, la spesa complessiva delle Province italiane è stata pari a “13 miliardi di euro”: le Province costano ad ogni cittadino circa “1.712 euro” all’anno (importo quasi pari all’intero prelievo delle imposte sui redditi!).

    Dai dati della stessa Unione delle Province Italiane (UPI), risulta che dei bilanci provinciali:
    – ben il “73%” se ne va in spese correnti (per il mantenimento delle Province stesse: personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, auto blu, ecc.)
    – mentre soltanto il “27%” in investimenti (servizi forniti ai cittadini: manutenzione strade, scuole, ecc.).
    Ciò vuol dire che ben “3/4” dei soldi spesi dalle Province servono al mantenimento dello stesso ente!

    Così stando le cose, le province appaiono solo un bel “carrozzone” buono a distribuire posti di lavoro per gli amici degli amici (dei politici)!
    Per questo (ed altri motivi), abbiamo fondato il gruppo-facebook “ABOLIAMO LE PROVINCE !!!”.

    Se vuoi conoscere le nostre PROPOSTE E PROSPETTIVE CONTRO SPRECHI E INEFFICIENZE DELLA “CASTA” DELLA POLITICA, visiona anche tu il manifesto programmatico del gruppo su:
    http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=62981451472&view=all#/group.php?gid=62981451472&ref=mf.

  16. E ve ne siete resi conto adesso di quanto costa la politica? Per noi poveri fessi che andiamo a lavorare (per chi ce l’ha)in competizione con gli extracomunitari(la politica ha fatto anche questo)ci rimane solo il diritto di andare a votare la casta, che adesso anche si autoricandida.Miliardi di euro buttati al vento ogni anno per pagare politici e impiegati raccomandati dai partiti in una spartizione che ha la logica della percentuale del voto elettorale:siamo arrivati.Oramai il letamaio politico puzza di cadavere e questa dirompente crisi economica sarà la ghigliottina per molte teste politicizzate.E pensare che attorno al buisness della politica ruotano circa 1.000.000 di individui collocati naturalmente tutti in strutture pubbliche che oltre a non servire a nulla creano anche debito pubblico.Povera ITALIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  17. Direi che nell’articolo qui pubblicato sono stati commessi alcuni errori di cifre. I bilanci aggregati delle Province italiane viaggiano nell’ordine delle decine di miliardi di euro, non nelle centinaia. Il teorico risparmio derivante dall’abolizione dell’ente diverrebbe di 6,8 miliardi di euro, non di 68. Sempre che questo calcolo sia giusto. Con questo non voglio assolutamente dire che le Province non debbano essere abolite, anzi, il provvedimento, pratico e simbolico, sarebbe utile soprattutto in questo momento di crisi. Aggiungerei che, però, un provvedimento del genere dev’essere ben ponderato per non rischiare di aggravare la situazione attuale piuttosto che migliorarla.

  18. Secondo me state tutti delirando.. Abolire le province?!
    Ma avete pensato al dopo?.. Inutili carrozzoni di regioni che ammistrano il territori negli interessi dell’aria metropolitana. Praticamente quello che succede già oggi in campania, lazio, lombardia.. e ovunque ci sia un’aria metropolitana. Il capoluogo la fa da padrone e le province da colonie dove portare i rifiuti e i servizi scomodi. Piuttosto aboliamo le regioni e le comunità montane..diamo tutti i poteri alle province e favoriamo l’aggregazione di piccole province con identità simile.

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