Ancora sul conflitto di interessi di Berlusconi

Ho ricevuto varie volte via email questo testo:

E’ proprio una fortuna essere cittadini dell’italianistan !!

Salve, sono un cittadino dell’Italianistan Vivo a Milano DUE in un palazzo costruito  dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del  Consiglio.
Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è  l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del  Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di  proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dalPresidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo  la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società  del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società  del Presidente  del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto  guardo i risultati delle partite, perchè faccio il tifo per la squadra di  cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Se non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in  internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che  governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!!  Per fortuna!

Leggendo questo testo, l’idea che ci si fa è che le attività economiche riferibili a Berlusconi arrivino a coprire pressochè il 100% della vita economica di un potenziale italiano. In tutti i mercati (tranne solo quello televisivo), la concorrenza fra le grandi famiglie imprenditoriali italiane e le grandi multinazionali è invece abbastanza equilibrata: raramente un singolo gruppo copre più del 15% del mercato, in ogni settore. Quindi in 9 casi su 10 si acquista un prodotto o un servizio concorrente rispetto a quelli in cui è presente la famiglia Berlusconi.
Inoltre mi risulta che Berlusconi abbia acquistato metà delle attività qui indicate con i soldi provenienti dalla vendita dell’altra metà. E’ fazioso (=falso) lasciare intendere che le abbia mai possedute tutte nello stesso momento. Mi sbaglio? Illuminatemi.
Solo nel mercato televisivo, che è certamente di importanza cruciale per l’informazione e la formazione del consenso elettorale in Italia, copre più del 50% del mercato, ma ma mi sembra contrario a buonafede farlo passare per un monopolio globale di tutto il mercato italiano.
Il fatto non trascurabile, soprattutto per quanto riguarda Berlusconi come Presidente del Consiglio, è che il suo ingente potere economico ce l’aveva già saldamente in mano prima della sua discesa in politica nel 1994.
L’ultima frase passa il senso e la presunta morale di tutta la storiella: “visto tutto il potere che ha, Berlusconi non può governare nel mio interesse, ma soltanto nel proprio”.
Ritengo palesemente risibile affermare che un uomo, che era già il più ricco del Paese prima della sua vittoria elettorale, possa governare maggiormente nel proprio interesse di quanto possa farlo qualunque altro candidato.
Io sostengo che sia proprio vero l’opposto, e in modo abbastanza palese. Qualsiasi monarca, del presente e del passato, dispone di ricchezze incalcolabili proprio come garanzia di non avere altri desideri o bisogni da soddisfare per se e per la propria famiglia, e quindi si possa occupare nel modo più disinteressato dell’interesse del popolo.
Certo, non è automatico che ciò avvenga, e infatti la storia ricorda svariati tiranni folli o semplicemente incapaci. Il possesso della ricchezza non è certo garanzia di un buon governo, ma è pura stupidità sostenere, all’opposto, che il possesso di ingente ricchezza e potere economico possa di per sè dimostrare un conflitto di interessi con quello del Paese.
Non è un caso che Berlusconi abbia subito processi come corruttore, ma nessuno (mi risulta) come corrotto. E’ evidente che si deve temere molto meno di governanti potenzialmente corruttori che  di governanti potenzialmente corrotti, perchè dei primi è almeno possibile comprendere obiettivi e interessi, e dunque difendersi, mentre i secondi sono alla mercè di altri corruttori, che restano ignoti e hanno ignoti obiettivi e interessi.
Il Berlusconi pericoloso può, a rigor di logica, essere stato solo quello prima del 1994, dove poteva svolgere (e probabilmente ha svolto) il ruolo di corruttore verso i governanti per avere vantaggi personali illeciti.
Che non dico una boiata, lo dimostra il fatto che dal 94 ad oggi il patrimonio suo (e della sua famiglia) è cresciuto a ritmi molto inferiori rispetto all’aumento continuo e vertiginoso avvenuto prima del 94: questo dato basterebbe per mostrare l’infondatezza di tutte le accuse relative al “conflitto di interessi” che gli si muovono.
Se avesse voluto continuare davvero a fare i suoi interessi, piuttosto che sfogare le sue velleità di protagonismo, esibizionismo ed egocentrismo (come ha fatto), avrebbe continuato a rivolgersi a un “prestanome governativo” che avrebbe continuato a curare i suoi interesse così come in passato fece Craxi.
Quanto a capacità, nel caso di Berlusconi, questa non è messa in dubbio nemmeno dai suoi più accaniti detrattori: mi sembra pacifico che il suo impegno e ingegno siano stati l’ingrediente più preponderante in assoluto della sua fortuna economica, a prescindere da eventuali aiuti illegali.
Trovo davvero triste che sia così diffusa la mancanza di intelligenza e di indipendenza intellettuale, per cui la stragrande maggioranza di elettori si dividano fra chi ripete a pappagallo accuse palesemente assurde (e di natura non politica: puttaniere, nano, esibizionista) e chi invece lo osanna per motivi ideologici altrettanto scollegati dalla realtà. Raramente ascolto e leggo qualcuno che ragiona e trae conclusioni in modo indipendente.
Sono convinto che sia proprio questo generalizzato impoverimento mentale e culturale ad essere il suo maggior successo, e anche il suo peggior crimine, perpetrato attraverso la televisione, nella totale indifferenza dei suoi attuali critici, negli anni 80 e 90.

Mi piacerebbe essere smentito, spero di ricevere tanti commenti che mi facciano cambiare idea.

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3 thoughts on “Ancora sul conflitto di interessi di Berlusconi

  1. Lele ce ne sarebbero tante da dire…
    Intanto da dove arrivano quegli ingenti patrimoni con i quali negli anni 70 ha costruito il suo impero, partendo da milano 2?
    Forse qualcuno in Sicilia ne sà qualcosa?
    Quanto al monopolio, oltre a quello televisivo (ben oltre il 50%) direi che ci sia anche quello pubblicitario, non certo di secondaria importanza.
    Poi vabbè, come fai a dire che non governa nel proprio interesse? L’ha detto lui stesso che entrava in politica per non finire in galera! E le 39 leggi a personam (a dire il vero 4 glie le ha fatte il sedicente centrosinistra) non dimostrano che governa nel proprio interesse?
    Non è corruttibile? E allora che cosa ci và a fare in una delle zone più malfamate della periferia di napoli, al compleanno di una neodiciottenne il cui zio si dice essere molto vicino ai casalesi? Ma come, in 16 anni ha trovato il tempo per presentarsi in tribunale solo 4 volte, e trova il tempo x prendere l’aereo da milano ed andare al compleanno di Noemi? Che avesse il timore che saltasse fuori qualcosa di grosso?
    Non è ricattabile? La D’Addario non avrebbe forse in mano materiale sufficiente per poterlo ricattare?

    • Documentarsi no, eh?
      Da Noemi c’è passato perché già era in zona, non ha preso l’aereo apposta per andarci. Tanto che ha spiazzato la scorta imponendogli all’ultimo momento un cambio di percorso. Scorta che, tra l’altro, *non* gli paghiamo noi, come invece la paghiamo a tanti altri che al più riceverebbero uno sputo in un occhio ma “fa figo” circondarsi di gorilla (a spese altrui).

      Se il conflitto d’interessi è un tema così sentito, come mai quella che ora è l’opposizione non ha trovato il tempo di occuparsene quando era al governo?

      Il resto sono solo illazioni. Se ci sono delle prove è un discorso, ma il “sentito dire” lascia il tempo che trova: se dico di aver vinto al SuperEnalotto ma non tiro fuori il biglietto, col cavolo che mi danno anche solo un euro!

      • Già, passava di lì x caso e x caso aveva con se un regalino x la cara Noemi…
        Lascia ben perdere NdK
        è indifendibile.
        ti sei mai chiesto come mai l’unico candidato premier che ha tirato fuori la sedicente destra è silvio berlusconi?
        tieniti pure stretto questa classe politica

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